[SPECIALE] Guy Fawkes e V For Vendetta

Cosa hanno a che fare gli Anonymous, noto gruppo di hacker, con V For Vendetta, graphic novel del genio Alan Moore, e Fallout e Guy Fawkes? Bisogna andare per gradi in questo breve racconto in cui incontreremo azione, genio, cospirazioni, che giungono insistenti fino ai giorni nostri. Attenzione, c’è del potenziale spoiler! Niente di compromettente, però vi avverto prima!

Guy Fawkes: La Congiura delle polveri

Dovrei dedicargli un intero capitolo, ma non è certo un blog di storia il mio. Ma per comprendere tutto dobbiamo chiederci: chi è Guy Fawkes? Fu un militare e cospiratore inglese nato nel 1570 e morto il 31 Gennaio 1606, altrimenti conosciuto come Guido Fawkes o John Johnson. Siamo in Inghilterra, in anni particolarmente turbolenti, con tensioni al vertice per il trono e una lotta incessante tra protestanti e cattolici. Il nostro Guy Fawkes era un cattolico e partecipò, con un ruolo di particolare rilievo, alla congiura delle polveri (Gunpowder Plot),  un attentato non riuscito ai danni del Re Giacomo e la sua famiglia. Il piano prevedeva di far esplodere 36 barili di esplosivo, miscelati proprio da Fawkes, in una cantina che si trovava sotto la Camera dei Lord nel Parlamento inglese; un esplosione incredibile avrebbe spazzato via l’intera politica in un colpo solo. Senza perderci nei meandri della storia, possiamo dire che i congiurati non fecero questo semplicemente per seminare terrore, piuttosto per liberare i cattolici dalla politica di Re Giacomo I, scozzese tra le altre cose (e ancora oggi la Gran Bretagna non è così unita come sembra). Il 5 Novembre 1605 Guy Fawkes si trovava nella cantina, pronto a far esplodere quei 36 barili, 2500kg di polvere da sparo, ma qualcosa andò storto. Tutto era pronto: orologio, fiammiferi, carta per l’accensione, fuga sul Tamigi, un film che oggi guarderemmo con il fiato sospeso era realtà, forse l’attentato più grande dell’Inghilterra stava per essere compiuto, ma Sir Thomas Knevytt irruppe con i suoi uomini nella cantina. Peter Heywood, narra la leggenda, strappò di mano la torcia prima che toccasse la miccia. Non voglio dare alcun giudizio storico, ma un attimo, un istante, una frazione di secondo, una semplice cordicella che prende fuoco, e la storia sarebbe stata un’altra. Fawkes fu catturato, torturato nella Torre di Londra per circa 4 giorni, finché il 10 Novembre fu costretto a firmare una dichiarazione in cui raccontò nei dettagli il complotto e confessò il nome di alcuni dei cospiratori. Il 31 Gennaio, sul patibolo, chiese perdono al re, ma fece il segno della croce: morì da cattolico. La sua morte seguì la cosiddetta “Hanged, Drawn, Quartered” cioè fu impiccato, sviscerato e squartato (come l’eroe di un certo film di Mel Gibson). Anche durante le torture non rinnegò ne la sua fede, ne la sua voglia di far esplodere il potere, ed anzi si narra che ripetè più volte di voler rimandare a casa tutti gli scozzesi (cioè il re e la sua famiglia). Oggi il 5 Novembre è ricordato in Inghilterra come il BonFire Night o Guy Fawkes Night in cui si festeggia il salvataggio del re con fuochi d’artificio e vengono insegnate ai bambini delle filastrocche per commerare l’evento. La figura di Fawkes non è certo quella del santo, e nemmeno del brav’uomo di campagna, ma ha lasciato un alone di mistero che oggi, come vedremo, è stato preso come simbolo di resistenza.

« Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto.
Non vedo alcuna ragione
per cui la Congiura delle Polveri
dovrebbe mai essere dimenticata! »
guy_fawkes
Guy Fawkes

V For Vendetta: Alan Moore – David Lloyd

Questo fumetto, o meglio Graphic Novel, è la chiave di volta che ci aiuta a capire perché oggi, al Romics, c’è gente che va in giro con quella maschera inquietante pensando di essere un hacker perché la indossano gli Anonymous. La storia è ambientata in Gran Bretagna in una società futuristica, distopica in cui un regime totalitario ha preso il potere dopo una disastrosa guerra nucleare. La cultura, l’intera cultura, è stata spazzata via. Ad ogni ora, nelle stazioni radio, c’è soltanto la voce del Fato. Letteratura, musica, poesia, cinema, pittura, scultura, popolare o raffinata che sia: tutto spazzato via e perduto per sempre. Donne usate come spogliarelliste, omicidi, losche lotte di potere, tradimenti. Un ordine che in realtà è un disordine. È il male organizzato nella politica tentacolare del regime. Poi c’è V, una misteriosa figura di cui non conosciamo il nome, il passato, e nemmeno i suoi intenti. Sappiamo soltanto che compare nel buio, uccide sapientemente e silenziosamente in una lenta vendetta che, leggendolo capirete, non sarà fine a se stessa. Difensore della cultura, nel suo nascondiglio ascolta musica, legge, studia ciò che il regime ha gettato nel fango. Il suo parlare enigmatico, la sua mente fuori dagli schemi, o forse, visti i suoi tempi, semplicemente normale, ma contraria allo schifo e al lerciume del potere, lo rendono un personaggio magnetico. Ma a coronare il tutto è una maschera, con un sorriso ieratico, che forse è un ghigno, che forse è beatitudine, oppure, molto più semplicemente, che dipende da chi lo guarda, se la vittima o il colpevole. Ecco Guy Fawkes! La sua maschera è il volto del cospiratore inglese stilizzata. Tutto qui? Non proprio. Se pensate che il legame sia soltanto un pezzo di plastica vi sbagliate. Il nome V, che casualmente era anche il numero della stanza di Larkhill (sto cercando di non spoilerare troppo), indica il 5 nei numeri romani. Non ci siete ancora arrivati? 5 Novembre 1606, giorno in cui Fawkes viene scoperto. Poi il cospiratore viene nominato direttamente da V nella graphic novel. Ci sono ancora numerosi riferimenti, ma non voglio rovinarvi la lettura, ma soprattutto perché il vero legame è un altro. Un legame che non è tangibile, non è una maschera, non è l’utilizzo degli esplosivi, ma un’idea. Ciò che rende V e Guy Fawkes fratelli è la distruzione prima ancora che l’anarchia

Due facce indossa l’anarchia: il creatore e il distruttore. I distruttori fanno cadere imperi; e fanno delle macerie un canovaccio perché i creatori possano costruire un miglior mondo. Appena ottenute le macerie rendono altre rovine irrilevanti

Queste sono le parole di V nel fumetto. Fawkes e V, nel romanzo di Alan Moore e David Lloyd, hanno lo stesso volto, in tutti i sensi. È il volto della necessità, del male minore, del colpire per costruire, lo stesso che, a mio avviso, porta proprio, in alcuni casi, al totalitarismo, ma questa è un’altra storia.

Fawkes Mask
Si dice che l’idea della maschera sia stata di David Lloyd.

Anonymous: la maschera

Chi di voi non li ha sentiti nominare? Chi di voi non ha visto uno dei famosi video in cui annunciano l’obiettivo che colpiranno? Uno di loro che parla dietro la maschera di V, con toni apocalittici e che preannunciano l’anarchia. Svincolati da ogni potere, cani sciolti quasi, sappiamo poco della loro organizzazione interna, qualora ce ne fosse una. Il legame con V e Guy Fawkes arrivati a questo punto sembra ovvio: la lotta contro l’oppressore, che sia una figura in carne ed ossa o un’ideale.

Noi siamo Anonymous.
Siamo legione.
Non perdoniamo.
Non dimentichiamo.
Aspettateci!

Forse a rendere ancora più celebre la maschera di V sono stati proprio loro e non è un caso se le persone guardandola pensano subito ai loro video e non di certo alla graphic novel o, ancor di meno, a Guy Fawkes.

anonymous-guy-fawkes-mask
Eccolo, ancora più stilizzato.

Fallout 3

E Fallout 3, celebre videogioco targato Bethesda, cosa ha a che fare con tutta questa storia? Siamo nel Vault 87 quando notiamo in una stanza, proprio la numero 5, un supermutante che dall’interfono ci chiede aiuto. Situazione stramba: un supermutante, proprio quelle bestie che abbiamo decimato lungo il cammino, ora parla e anche in maniera piuttosto amichevole. Sta alla scelta del nostro personaggio scegliere di fidarsi o meno. Il mostro si trova infatti rinchiuso e parlando ci racconta la sua storia. Era un ricercatore all’interno del Vault 87, con il nome di Shelton Delacroix, e fu scelto come cavia per sperimentare il pericoloso FEV (Forced Evolutionary Virus), che progressivamente lo trasformò in quello che è ora, ossia un supermutante che sa ragionare e parlare come un essere umano. La storia che ci racconta, sul suo stato d’animo, su quello che ha provato, ha dei palesi richiami alla vita di V e a quelle storie che lesse su quei fogli di carta igienica. Il suo unico contatto con l’esterno era un terminale presente nella stanza dal quale acquisì tutte le sue conoscenze culturali e riacquisì parte del suo passato. Se finora i riferimenti possono sembrare casuali, improvvisamente ci dice che il suo nome è Fawkes, perché una delle storie che trovò nel terminale parlavano di un tale che congiurò in nome della libertà.

Fawkes
Vai Fawkes, meriti di essere libero, anche se sei un supermutante! Oppure provate ad ucciderlo, ma vi avverto: è molto forte!

Conclusioni

Da cospiratore a figura embletica della libertà e lotta contro l’oppressore. A volte la storia sconfina nel mito e nella leggenda, perché ai nostri occhi Fawkes, quello vero intendo, ci appare come un semplice terrorista. Ma era davvero così? Davvero era un semplice assassino, oppure era un salvatore della patria? E la domanda è lecita: era, ed è, giusto cospirare per una giustizia vera? La logica del male minore (uccido ma dopo staremo tutti meglio), è follia oppure no? Lasciando stare queste domande, ciò che ci interessa ora è che ormai, Guy Fawkes dal 1600 è riuscito a spingersi fino a noi, nei nostri letti, al riparo da totalitarismi, guerre, esplosioni, segno che abbiamo dimenticato gli eventi, ma non la paura.

Spero di non essere stato noioso in questa breve analisi. Si, breve perché i riferimenti, i collegamenti sono innumerevoli. Se in alcuni punti sono rimasto vago è perché lo spoiler era d’obbligo, certo, ma non volevo essere chiaro e preciso, così che chi non avesse letto V For Vendetta non perdesse il gusto di leggerlo.

 

Malato per i videogiochi e per qualsiasi cosa funzioni con un po’ di elettricità. La scrittura è mia grande amica e la sto trasformando pian piano in una professione. Ho un blog, videogiochia30anni.it e collaboro nella sezione tecnologia con 2duerighe.com ormai da diversi anni.