Dov’è il realismo nei videogiochi?

Sin dall’alba dei tempi i videogiochi puntarono molto sul loro grado di realismo: dalla fisica, alla grafica, agli effetti sonori. La corsa verso la realtà fu una vera e propria malattia, quasi febbrile, nel corso degli anni 90, quando la possibilità di uscire dal 2D lanciò il mondo dei videogiochi verso nuovi lidi. La prima cosa che si notava di un nuovo titolo erano i dettagli degli occhi, dei capelli, e nel caso di Tomb Raider se il seno fosse ancora poligonale oppure no. Negli ultimi anni però abbiamo assistito ad una sorta di battuta d’arresto. Chiariamoci subito: la grafica resta ancora uno degli aspetti più importanti, ma si sperimenta molto di più. Basti pensare a Viewtiful Joe, Zelda The Wind Waker, Don’t starve, The Binding Of Isaac, al ritorno degli 8-bit come in Minecraft o Retrocity Rampage o anche Alto’s Adventure per Android. La grafica realistica non è più fondamentale, a meno che non si stia giocando a giochi sportivi o fps. Negli anni 90 e i primi del 2000, tranne qualche caso come quelli citati, tutti i giochi dovevano avere aspetti realistici, che fossero le texture o il corso d’acqua del fiume. In realtà si punta ancora fortissimo sulla grafica, ma forse non tutti i giocatori sono ancora così esigenti come in passato: io sono uno di questi.

Vi avverto che tutte le cose che sto dicendo sono assolutamente soggettive, e vi invito a pensare un po’ fuori dagli schemi, anche da questo che sto delineando io. È un articolo provocatorio, cercate di non prendervela. Preciso anche che non voglio necessariamente che i giochi siano realistici, ma se dovessero averne la pretesa allora pretendo serietà.

Fisica

Uno dei gradi di realismo che mi interessa molto è la fisica presente nei videogiochi. Vedere il nemico appena colpito saltare in aria come un barattolo o vederlo che si accartoccia su sé stesso come se fosse un edificio dopo la detonazione è triste. Ovviamente mi riferisco ai giochi che puntano al realismo. Credo che un buon motore fisico sia la base per un gioco di successo, perché ti fa immedesimare completamente e ti dà il senso che il nemico non sia un ammasso di texture e codici, ma un nemico appunto. È un ragionamento un po’ contorto, però quando assisto a bug o ad una fisica orrenda, è come se mi svegliassi e mi rendessi conto che dietro c’è soltanto programmazione e disegno.  È come se durante un film horror qualcuno vi ripetesse di continuo che dietro la telecamera ci sono almeno 50 personeche mangiano patatine, attori che si cambiano, gobbi con il testo, spie rosse e magari le indicazioni per la toilette. A me succede questo, ecco. Credo che ormai la grafica sia più che sufficiente, anche perché per me non è fondamentale. Certo, amo i paesaggi, i corsi d’acqua, i raggi del sole allo spostarsi della telecamera, come in Skyrim che, pur non avendo una grafica eccellente a parer mio ( grazie alle mod si ), mi lasciava a bocca aperta e vai con gli screenshots. Ma una cosa che secondo me non deve mancare mai è un buon motore fisico, per evitare spiacevoli bug come corpi che tremano quando li sposti (hai detto Hitman?).

Macchine che volano
Macchine che volano

Audio

Questo è un aspetto che trascuro sempre, ma è un errore imperdonabile. Una bella colonna sonora, o degli effetti studiati accuratamente, possono trasformarti un bel gioco in un capolavoro. Un esempio su tutti, per me, è Tales Of Symphonia, che con musiche coinvolgenti ti faceva respirare l’aria di quel mondo. È importantissimo. Provate a prendere un gioco e a disattivare l’audio: anche il più terribile vi sembrerà uno scherzo, ed è per questo che a 10 anni mettevo muta la TV per giocare a Resident Evil 2. Aldilà dell’aneddoto che causò traumi alla mia infanzia, è bene sottolineare come quel lamento di zombie in lontananza, messo lì di tanto in tanto, faccia DA SOLO la suspance. Fatelo anche voi, disattivate l’audio in Resident Evil e vedrete che vi concilierà il sonno. Dimenticavo: ciò è valido fino al quarto capitolo. Da lì in poi staccate la corrente alla vostra console. Effetti sonori realistici rendono, ad esempio, un fps una vera e propria esperienza di guerra. In questo devo citare Insurgency, che riproduce fedelmente il rumore delle varie armi e dei proiettili che ti passano a un filo dal viso; non che sia mai stato in guerra, ma la immagino così. Purtroppo però la maggior parte di noi usa i videogiochi con un monitor o una tv ed essendo un mezzo audiofilo vi dico che un paio di casse dedicate, anche una cosetta stupida, già fanno la differenza, e di tanto. Ho la fortuna di avere una piccola passione per l’Hi-Fi e così sfrutto le casse con amplificatore per il mio PC. Peccato che la maggior parte delle console di oggi non si degni nemmeno di avere qualche uscita dedicata, eccezion fatta per qualche uscita ottica. A noi basterebbe il classico cavo bianco e rosso per dare una piccola marcia in più.

Kraken7.1
Anche un paio di cuffie vanno più che bene. Non dico queste Kraken 7.1. Basta che siano decenti

Periferiche di gioco. Premo solo pulsanti

Per quanto riguarda le console siamo tranquilli: acquistandola avremo già il top, ossia il joypad pensato appositamente per lei. Potremmo parlare per ore di questo, però vogliamo ridurre tutto ad una grossa generalizzazione: il gamepad perfetto è fatto dai grilletti della Xbox, la croce direzionale Nintendo e gli analogici e pulsanti Playstation. Qui vogliamo parlare del realismo, e non tanto di quale sia il migliore, per questo ho liquidato tutto così. Cosa c’è di realistico nelle periferiche di gioco, che non sia il volante per i giochi sportivi? Nulla direi. Ecco forse l’aspetto più controverso: sulla grafica, sulla fisica, sull’audio si cerca sempre di creare un’esperienza unica, ma per le periferiche, che sono il nostro fucile, le nostre mani, la nostra spada, cosa è stato fatto? Un timido tentativo è stato portato avanti da Nintendo ai tempi della Wii, ma il polverone alzato poi alla fine rimase polverone. Nel 2005 quando leggevo le prime indiscrezioni di questa console, immaginavo combattimenti con la spada laser in Star Wars, e in parte queste cose vennero realizzate successivamente. Il Motion Plus, il Playstation Move, Kinect, furono una rivoluzione. Eppure anche Nintendo, che per prima si gettò in questo campo, eliminò con la Wii U quanto fatto precedentemente, introducendo un gamepad che, qualsiasi sia la novità introdotta, si riduce sempre a un metodo classico di giocare: un coso tra le mani con croci e pulsanti. Il discorso è complesso, perché di certo non manca la tecnologia per portarci davvero all’interno del gioco, ma forse manca l’interesse. Innanzitutto un motivo è economico, perché quando sviluppo un gioco voglio portarlo su più console possibili, ed inventarne uno ad hoc per una piattaforma significa limitare le vendite. Poi chi produce la console conosce tale interesse delle software house e non si spinge troppo oltre, perché richiederebbe anche molto tempo di sviluppo, cosa che quelle non sono disposte a concedere. Basti pensare che i giochi vengono lanciati pieni di bug perché non si può aspettare. Possibile che i produttori di periferiche non tirino fuori dal cilindro il controller perfetto? No, perché i due motivi sopra riportati ci fanno capire quanto questa mossa possa essere sbagliata. È per questo che la maggior parte dei volanti fa schifo, tranne qualcuno. Non esiste uno standard che con una mappatura dei comandi permette alle software house di portare la loro creazione su più console, o di produrre anche un’esclusiva con tempi e costi ragionevoli. Non è un caso se i giochi migliori, quando si introducono nuove idee e tecnologie, sono sempre prodotti dalla casa che li ha spinti ed ideati.

Microsoft Sidewinder
Io che sono vecchio ricordo questo Microsoft SIDEWINDER!

Mouse Gaming. Dov’è il realismo?

Quanto detto finora è valido anche per i PC, ma questi, in generale, si esprimono al meglio con il mouse e la tastiera. Prima di iniziare discorsi da MasterRace, vi fermo subito: sono principalmente un giocatore PC, ma viva anche le console, le ho tutte e quindi vogliamoci bene. La domanda è questa: ha senso acquistare un mouse o una tastiera da gaming? Io ne ho acquistati un po’ nel corso degli anni e la mia risposta è “ni”. Un mouse ed un tappetino in particolare possono cambiarti davvero l’esperienza di gioco, perché l’impugnatura che avete, il peso del mouse, i pulsanti che possiede, sono delle combo che un vero giocatore non può ignorare. Migliorerete sul serio. Però posso dirvi che, per esperienza personale, parlare di DPI e chissà quale altra diavoleria, non ha quasi senso. Un buon sensore ed un’ottima meccanica fanno la differenza certo, ma sfido chiunque a giocare a più di 1500 DPI in un FPS, a meno che non abbassiate la velocità nel gioco o altre impostazioni. Ci sono diverse teorie al riguardo e decido di saltarle, perché sono soltanto delle sensazioni soggettive di persone che scrivono sui forum. Poi dipende anche tanto dal gioco che utilizzate, perché in Counter Strike l’impostazione del mouse è fondamentale, mentre in altri FPS assolutamente no. Una cosa però voglio dirla a tutti: parlare di realismo, con un mouse tra le mani, è esilarante. Certo, può esserci un’ottima fisica che simula il sistema di mira o della caduta del proiettile davvero realistica, ma il mouse è sempre qualcosa che gli corre dietro. Il gamepad non lo prendo nemmeno in considerazione, parlando di FPS. Dobbiamo adattarci con delle periferiche che non simulano affatto un fucile, perché se non avete mai sparato in vita vostra non potrete capire. Il rinculo dell’arma, che nel gioco si evita aggiustando qui e lì le impostazioni e con un po’ di allenamento, nella realtà c’è ed è sempre quello. Bravo hai scoperto l’acqua calda, direte voi. E infatti sto dicendo una serie di ovvietà che mi prenderei a schiaffi, però vedo persone che spendono stipendi credendo di avere tra le mani l’arma perfetta: hai in mano soltanto un mouse.

Logitech G502
Logitech G502. Doveva essere il mio Mouse da gaming, ma alla fine ho optato per un Rivals della Steelseries

Conclusioni

So di essere stato a volte duro, a volte stupido, alcune volte irritante sparando sentenze che sono assolutamente ovvie. La mia non è la verità, ma volevo soltanto invitare voi, cari amici miei, a guardare le cose da un altro punto di vista. Volevo parlare del realismo da punti di vista, a mio avviso, fondamentali e cioè la grafica, l’audio, la fisica, e le periferiche. Se per i primi tre si fanno passi da gigante, per l’ultimo invece si prova qualcosa per poi tornare di corsa indietro, agli anni 80. Realismo un par de ciufoli, quindi. Detto questo anche io mi trovo benissimo con il mouse, con il gamepad, ed anzi viva i metodi tradizionali, perché il mio scopo prima di tutto è divertirmi. Ma non mi farebbe schifo se tutti si mettessero d’accordo per un nuovo modo di giocare che non fosse soltanto un prototipo o un’applicazione per un paio di giochi soltanto.

Nerd And Noob

Oggi sono stato serio, lo so, ma per fortuna ci sono loro a darmi una mano!

Malato per i videogiochi e per qualsiasi cosa funzioni con un po’ di elettricità. La scrittura è mia grande amica e la sto trasformando pian piano in una professione. Ho un blog, videogiochia30anni.it e collaboro nella sezione tecnologia con 2duerighe.com ormai da diversi anni.