Pokemon gli anni 90 e i colori Giotto

Pokemon e gli anni 90

Ci sono molti videogiochi che hanno segnato la mia infanzia, che mi hanno tenuto incollato al televisore per ore, e lo potete vedere bene dagli articoli che scrivo su questo blog. In genere la mia introduzione è sempre un ricordo nostalgico, perché mi sento in dovere di spendere due parole per un gioco che mi ha entusiasmato, divertito e, a volte, emozionato. Può sembrare folle emozionarsi per un videogioco, ma in questo articolo, a me particolarmente caro, cercherò di farvi vivere un po’ quello che è stato per me Pokemon. Prima di passare al sodo vi chiedo, se avete giocato anche voi negli anni 90 a questo capolavoro, di impegnarvi a far funzionare correttamente la memoria. Circa 1998, scuole elementari con quel fastidioso grembiule, la scuola fino alle 16, girelle e flauti per merenda ed una voglia matta di comprare gomme da masticare che non sanno di nulla, ma che dentro hanno le figurine. Squattrinati ed ogni giorno con la voglia di comprare un nuovo giocattolo o una nuova stronzatella vista in Tv, magari su Super 3 che pubblicizzava i negozi La Giraffa. Estate, calzoncini e magliette coloratissime, come andava di moda a quei tempi, nascondino, ghiaccioli o Liuk al limone, Grazie Mille degli 883. I colori della Giotto, la colla Print, le manine appiccicose sporche dopo un minuto.

Poi un giorno arriva un tuo amico con il Gameboy e ti fa vedere che è appena uscito un nuovo videogioco, in cui tu puoi catturare tutti gli animaletti che incontri, farli crescere, catalogarli, dargli dei soprannomi, e sfidare un team di malvagi che vuole usarli per degli scopi oscuri. Improvvisamente viene un altro amico, sempre con il Gameboy e questo gioco qui, con un cavo in mano: collegano i due Gameboy e si sfidano, poi si scambiano gli animaletti. Tu resti a bocca aperta e ti chiedi perché alla tua comunione ti abbiano regalato orologi, che nemmeno ti entrano al polso, o collanine ed inizi a cercare un modo per convincere i tuoi genitori a farti comprare il Gameboy così da arrivare pian piano al gioco degli animaletti. Dopo mille peripezie riesci ad averlo, indossi un cappellino girato al contrario ed inizia la tua avventura. Le informazioni sono poche, internet è quello che è, e non sai mai quale mostriciattolo incontrerai, così che ogni giorno ti sembrerà di essere dentro ad una favola. Tra le mani hai IL gioco. Tra le mani hai Pokemon.

Pokemon 90s
Tanta nostalgia e tante radiazioni sulla TV a tubo catodico.

 

Se esiste un dio si chiama di sicuro Satoshi Tajiri

Lo sapete, a me piace andare a spulciare un po’ in giro per sapere qualcosa di più, ma questo paragrafo dovete proprio leggerlo. Satoshi Tajiri nasce nel 1965 e che vive in un sobborgo di Tokyo. È un ragazzo particolare, perché il suo passatempo preferito era quello di andare nei campi, negli stagni, nelle foreste, a caccia di insetti, studiando modi per catturarli e catalogarli. Non è un caso se i suoi amici lo chiameranno Dr.Bug. La sua passione è molto forte, ma verso la fine degli anni 70, quei campi e boschetti vengono sostituiti da blocchi di cemento: case, condomini, centri commerciali. Inizia ad appassionarsi ai videogiochi finché nel 1981 decide di partecipare ad un concorso indetto da Nintendo per un concetto di game design e lo vince. È così che inizia la sua carriera di informatico, e fonda una rivista con uno suo amico e collaboratore, Ken Sugimori (che sarà l’illustratore e disegnatore), che chiamerà Game Freak (vi dice niente?). La rivista ottiene un discreto successo, e nel frattempo Satoshi sviluppa videogiochi come Quinty, il suo primissimo lavoro. Nei primissimi anni 90 Nintendo decise di puntare forte sul multiplayer attraverso il Game Link, un cavetto che, collegato tra due Gameboy, permetteva di far sfidare i due concorrenti. Tajiri appena vide questa invenzione (all’epoca era qualcosa di straordinario), pensò ai suoi giorni passati a catturare insetti, nei boschi, nella natura, ed immaginò di dare ai bambini a lui contemporanei la sua stessa occasione. Ecco che la passione del bambino inizia a prevalere su tutto il resto e così presenta a Nintendo una bozza di un certo lavoro, che riceverà un finanziamento iniziale. Sei anni di duro lavoro, di idee, di disegni, di collaborazioni, tra cui quella di Shigeru Miyamoto (l’uomo di Mario, Zelda, Donkey Kong, bazzecole insomma), finché non ultimò il suo progetto. Era nato, finalmente, Pokemon, che verrà lanciato il 27 Febbraio 1996. Proprio qualche giorno fa ha compiuto 20 anni.

  • Qual è stato il primo Pokemon disegnato? Tajiri afferma che il primo disegno è stato quello di Rhyhorn, mentre il suo preferito è Poliwhirl.
  • Sindrome di Asperger. Tajiri ha confermato, anche se non ne ha parlato pubblicamente, la diagnosi che lo vede affetto dalla Sindrome di Asperger, un po’ difficile da spiegare in questo articolo.
  • Rosso e Blu Vista la grande amicizia stretta tra Tajiri e Miyamoto, il nome di default dei due personaggi rivali nel videogioco, Rosso e Blu per noi, è proprio Satoshi per il primo e Shigeru per il secondo.
Satoshi Tajiri
Il creatore, LA mente.

Il successo

Un giochino che può sembrare una sciocchezza. In fondo è un gioco di ruolo con combattimento a turni, già visto in altri titoli come Final Fantasy, uscito diversi anni prima. Ma la possibilità di portare con sé i propri mostriciattoli, grazie al Gameboy, di poterli scambiare e di poter sfidare un proprio amico, erano, negli anni 90, una autentica novità. Oggi quando gioco con la versione per 3DS e vedo che esistono gli scambi internazionali grazie a Internet penso a quei giorni in cui dovevo collegare quel filo. Poi, il fatto di poterli catalogare grazie al Pokedex, poter vedere in quali zone è possibile catturarli, impazzendo vista la rarità di alcuni: vi dico solo Chansey e la zona Safari. Il bello è che non è come oggi che, con internet e guide strategiche, si sa tutto: e chi lo sapeva quanti fossero o come fossero tutti i Pokemon? Informazioni rubate dal cartone animato o da qualche amico erano le uniche in nostro possesso. Per non parlare dei leggendari, e di quel Mew che era IMPOSSIBILE catturare se non per un glitch scoperto ormai troppo tardi, oppure utilizzando il Gameshark. Ma pensate che si dovevano supplicare i genitori già solo per farsi comprare il Gameboy, poi il gioco, figuriamoci un coso per i codici che, tra le altre cose, non era nemmeno facilmente reperibile. Si, se abitate a Roma o Milano va bene, ma se abitate in periferia, sappiate che le console sono state scoperte nel 2010 circa, eccezion fatta per la Playstation 1. Quando si scoprì il modo di clonare i Pokemon devo essere sincero, un po’ si rovinò il gioco, ma ci permetteva di non morire nel cuore per aver ceduto un Pokemon. Le evoluzioni, nemmeno a parlarne: all’improvviso accadeva qualcosa, cambiavano animazioni e musiche e il tuo Pokemon raggiungeva una forma e potenza mai viste prima. E mi fermo ricordandovi MN Surf e MN Volo.

Siamo giunti ad oltre 700 Pokemon, per un successo che dura 20 anni e che coinvolge diverse generazioni: ci gioco io e ci gioca mio cugino che ha 15 anni meno di me, mai vista una cosa simile. Furono create carte da gioco (8.500 lire a pacchetto), manga, album di figurine e, ovviamente, il famosissimo anime. Forse uno dei cartoni animati più longevi ed amati di sempre, e sicuramente un rarissimo caso di anime che si ispira ad un videogioco e non viceversa. L’azienda dichiara che sono stati vendute al 2016, 275 milioni di copie in tutto il mondo, per una cifra che raggiunge i 4000 miliardi di Yen (non so nemmeno come si legga il numero che esce fuori nel convertitore Yen/Euro). Pocket Monster, il suo nome per esteso, è diventato simbolo di orgoglio nazionale, essendo il secondo videogioco al mondo più venduto di tutti i tempi, dopo Mario. Non è un caso se vengono stampati francobolli, vengono verniciati aerei con sopra i Pokemon, e se la nazionale di calcio Giapponese è scesa in campo nel mondiale del 2014 con lo stemma di Pikachu sulla maglia. Per i più nostalgici poi voglio ricordare Pokemon Pinball, figata pazzesca, e Pokemon Trading Card, in cui potevi giocare, sul Gameboy, al gioco di carte.

Maglia Giappone
Pensavate fosse uno scherzo? Mondiali 2014.

 

Nerd And Noob

Ormai è tappa fissa con loro! E ormai è tappa fissa che devono smontare tutto quello che ho appena scritto, ma in fondo mi vogliono un sacco di bene, lo so! Ci sentiamo su Telegram, ci messaggiamo, sono dei cuccioli e sanno di esserlo. Per chi non lo sapesse e non lo capisse, Woody sono io, non è che sono pazzi che mettono pupazzi di Toy Story a caso.

Malato per i videogiochi e per qualsiasi cosa funzioni con un po’ di elettricità. La scrittura è mia grande amica e la sto trasformando pian piano in una professione. Ho un blog, videogiochia30anni.it e collaboro nella sezione tecnologia con 2duerighe.com ormai da diversi anni.