MissingNO. Il mio Pokemon preferito

Si, certo, Charizard con Fuocobomba, Blastoise con Idropompa, Butterfree e sonnifero, ma il mondo dei Pokemon ci ha insegnato che ciò che rende unico un mostriciattolo è il suo legame con l’allenatore. Il Team Rocket si è sbattuto allo sfinimento per avere i migliori eppure un ragazzino che non cresce da 18 anni lo batte continuamente con un topo che spara scintille. Pokemon è quel videogioco/anime in cui per vincere non sempre occorrono bestioni dalle squame dure e dai poteri magici. Quindi oggi io vi parlerò di uno in particolare, che non aveva alcun senso, che forse danneggiava il gioco o peggio ancora la salute del videogiocatore: Missingno. (e il punto alla fine fa parte del nome).

Ma cos’è MissingNo?

Più o meno voi giocatori 30enni sapete già di cosa sto parlando, ma è bene che lo sappiano anche le nuove generazioni, quindi, amici miei, accompagnatemi in questo tuffo nel passato (e che tuffo!). Stiamo parlando per la precisione di un glitch, cioè, chiamiamolo così, di un errore del gioco. Attraverso un procedimento che vi mostrerò nel video, era possibile incontrare questo ammasso di sprite messi a casaccio e catturarlo. Ora, aldilà dei vari trucchi che ci sono su internet per sentire il suo verso, aldilà dell’analisi statistica, che pure metterò sotto se volete, io vorrei ricordarlo per quello che è veramente.

  • Punti Salute: 33 (max 269)
  • Attacco: 136 (max 370)
  • Difesa: 0 (max 98)
  • Speciali: 6 (max 110)
  • Velocità: 29 (max 156)
MissingNo.
Ecco il nostro ammasso di sprite

Pokemon, una leggenda

Se siete degli anni 90, più o meno avevate 9 anni ed usciva, in Europa, quella bestia di gioco che è Pokemon Blu e Rosso (In Giappone uscì prima e con l’edizione Verde, mai pubblicata da noi). Erano anni di leggende, in cui giocavi con una cosa che ogni giorno ti mostrava una novità: non era il classico platform, o gioco d’azione, o arcade in cui il tuo scopo è cercare di portare a termine un determinato compito. Pokemon era il gioco che ti faceva essere quel che volevi. Ricordo che erano anni in cui i videogiochi non avevano conosciuto quella libertà a cui oggi noi siamo abituati. Basti pensare a GTA per intenderci. In Pokemon si poteva essere l’allenatore che vuole tutti i Pokemon al 100, quello che vuole la squadra perfetta, quello che è specializzato nei Pokemon fuoco, quello che vuole completare il Pokedex, quello che vuole solo sfidare i suoi amici con il magicissimo strumento di alta tecnologia: il gamelink. Siamo cresciuti con l’ansia del premere B velocemente nella speranza di avere più possibilità di catturare un Pokemon, o aumentare il suo attacco con A. Siamo cresciuti cercando di spostare il camion vicino la MN ANNA per catturare Mew, e invece c’era un par de ciufoli. Abbiamo avuto l’ansia di portare con noi continuamente un Super-Repellente perché l’erba alta era pericolosa. Abbiamo attraversato il cammino verso la Via Vittoria per la prima volta come se stessimo salendo sull’Olimpo a rubare il posto a Zeus. Siamo rimasti incantati quando, terminata la lega pokemon, il gioco non era affatto finito, e lì iniziava il bello: Gotta catch ‘em all, giusto? Poi un giorno, tra le tantissime leggende metropolitane, qualcuno scoprì i glitch (come quello in cui andavi in trip nella zona safari) ed uno in particolare all’Isola Cannella. “Ho catturato il Pokemon invincibile!” , “Con questo posso sbloccare Mew!” (si Mew ci ha rovinato l’infanzia, la prima volta che riuscii ad averlo nei pokemon successivi avevo 20 anni e mi emozionai. Tanto.). Parliamo del nostro MissingNo.

Gamelinkcablecomparison
GameLink: cavo mitologico con il quale potevi scambiare, lottare con i tuoi amici. Ma soprattutto primo e rudimentale mezzo per clonare i Pokemon

Chi è? questa è la domanda giusta

Dal punto di vista tecnico non valeva un cavolo, e si vociferava che potesse alterare, e non di poco, la nostra partita, essendo frutto di un errore (siete dei mostri!). Addirittura potevamo essere costretti a cancellare l’intero salvataggio, con conseguenti problemi per lo sfortunato a livello esistenziale. Ma togliendo il punto di vista tecnico, abbiamo di fronte una delle cose più belle dell’intera storia videoludica. Un errore, un ammasso di sprite, era diventato per noi quel qualcosa in più. Era lo scarto per farci fare un salto nel vuoto.

– Ma che è ‘sto coso?
– Sembra un Pokemon segreto!
– Vedi un po se sta sul Pokedex!
– No, perchè questo è il Pokemon NUMERO ZERO!
– Io lo faccio arrivare al 100
– Io ho paura lo cancello
– Ma no magari è forte, che ne sai?
– Mio cugino ha detto che se parli 100 volte con il vecchietto di Fusciapoli ti appare Mew a 100

Questi dialoghi non sono un puro frutto della fantasia, ma era ciò che io e miei amici dicevamo continuamente, ogni giorno, al calar del sole dopo una giornata a giocare a calcio o chissà a cosa. MissingNO. era il Pokemon della speranza, perché ci faceva credere che il gioco non finisse mai, che c’era sempre qualcosa da scoprire. Ricordo a tutti che oggi abbiamo Wikipedia e Internet, mentre all’epoca no. Internet era una cosa ancora da pochi, e a scrivere non c’erano persone specializzate, ma gente come noi. Proprio per questo in tutta Italia ogni ragazzino sa di cosa parlo, perché nei forum le fantasie si moltiplicavano a dismisura. MissingNO. era la concretizzazione delle fantasie di un bambino di 10 anni. Basta chiudere gli occhi per qualche minuto e sforzarsi di cercare quel dettaglio perso nella nostra memoria per ricordare cos’era per noi Pokemon, Mew, un Gameboy con il cavo Gamelink, l’amico che ti sfida con i clonati, ma soprattutto il Pokemon numero zero: MissingNO

 

Malato per i videogiochi e per qualsiasi cosa funzioni con un po’ di elettricità. La scrittura è mia grande amica e la sto trasformando pian piano in una professione. Ho un blog, videogiochia30anni.it e collaboro nella sezione tecnologia con 2duerighe.com ormai da diversi anni.